Almanacco 31 maggio. Rogers Hornsby indica Joe DiMaggio ad esempio nella dedizione al batting practice.

E’ l’ultimo giorno del mese di maggio e l’Almanacco invita i visitatori a riflettere su un pensiero espresso da Rogers Hornsby a proposito del batting practice  (Hornsby è uno che sa di cosa sta parlando  visti i numeri di carriera: 2.930 battute valide, 302 homeruns, 1.579 RBI, media battuta vita di .358, il più grande battitore destro della storia del baseball il cui .424 è il top raggiunto nel 20° secolo). Hornsby lo fa non riferendosi a se stesso, ma citando ad esempio Joe DiMaggio nelle World Series del 1939.

“DiMaggio certamente sapeva il valore del batting practice. Durante le World Series del 1939 tra Yankees e Reds, gli Yanks erano al Crosey Field tentando di prendere le misure dell’infield e dell’outfield. Alla fine tutti gi Yankees lasciarono il campo meno Joe DiMaggio. Attese al piatto e il coach Johnny Schulte riapparve con due esterni che si posizionarono a sinistra e al centro, Schulte sul monte di lancio. Per altri venti minuti Joe stette lì e girò la mazza sino a quando le sue braccia furono stanche, battendo e battendo senza interruzioni. Ora, DiMaggio aveva  guidato  l’American League con una media di .381, ma nelle prime due partite della Series aveva   ottenuto solo un paio di valide nell’infield. Il suo tempo di battuta era sbagliato ed il suo swing era fuori bilanciamento. Cosa fece Joe? Si prese del tempo per il batting practice. Il pomeriggio successivo Joe aggredì la palla spedendola fuori  dal campo all’esterno centro e segnando due punti. Gli Yankees vinsero. Perchè? Perchè nemmeno un grande giocatore come Joe DiMaggio era troppo orgoglioso o troppo occupato per non praticare il batting practice“.

E adesso il link ad un video del grande Joe dedicato ai suoi esordi e alla World Series del 1939 (video). Successivamente seguiranno in serie  altri video monografici dedicati a Joe DiMaggio e alle diverse fasi della sua carriera.