Il baseball e il softball di Novara ricordano l’amico Giancarlo Mangini

Quando scompare un amico come Giancarlo Mangini è come se un pezzo della tua storia se ne andasse con lui. Ho appreso la notizia qui a Seoul, durante la Premiere 12 della WBSC, ed è stato triste non poter partecipare all’ultimo commiato con una persona che tanto hai stimato e con cui ha condiviso tanti momenti.

I ricordi tornano addietro fino agli anni 50 quando, con altri ragazzi del quartiere Cinese della zona Via Canonica di Milano, si cominciò a giochicchiare ad un ‘quasi’ Baseball dopo aver visto il film “Quando torna primavera” con Ray Milland nei panni di un chimico diventato poi lanciatore di Major e dopo aver inventato un liquido che, messo sulla pallina, le faceva scavalcare le mazze di legno .

Si giocava su uno spiazzo, mezzo di cemento e mezzo di terra, di una casa rasa al suolo da un bombardamento ed un giorno passò di lì in bicicletta Piero Brambilla, che giocava appunto in una squadra di Mangini.
Il Brambilla, forse la persona che ispirò a Lou Campo il personaggio de ‘El Brambila a la batuda’ traduzione in Milanese del più famoso “Casey at the bat”, ci insegnò i primi rudimenti del gioco creando una nuova squadra che si chiamò Leprotti.

Allora a Milano due società si godevano la maggiore visibilità di questo sport: appunto il Milano di Ghitti e Cameroni e l’Inter dei fratelli Sergio e Giancarlo Mangini.

Quando i Leprotti, dopo aver giocato come Maglierie Ragno diversi Campionati di Serie A chiusero i battenti, alcuni giocatori, fra i quali il sottoscritto, emigrarono alla Bicocca nella Pirelli; mentre altri andarono nell’ Inter di Mangini, tra i quali Lallo Carmignani con i fratelli Mario e Guglielmo Zugheri e Ugo Revelant.

I rapporti con Giancarlo Mangini si fecero stretti quando, trasferito io nel ‘65 a Novara per motivi di lavoro, creai con altri, a fine ‘67, il Baseball Novara. Giancarlo ci fu sempre vicino e diventò un preciso punto di riferimento per consigli, supporto ed altro.

Nata a Novara anche la squadra di Softball, Giancarlo ci seguì ancora più da vicino e, diventato allenatore della Nazionale maggiore di Softball, convocò la nostra Adelia Valencich per una memorabile partita con l’Olanda, giocata a Novara sul campo messo a disposizione dall’Atletica.

Giancarlo , che nella sua storia è stato un famoso vignettista e caricaturista, coniò il logo del Baseball Novara costituito da un biscotto ‘Pavesino’ in divisa da Baseball e ritratto alla battuta. Questo logo è stato da sempre presente sulle divise del Baseball Novara e continuerà ad esserci nell’indelebile ricordo di questo grande amico e immenso protagonista del Baseball Italiano.

Beppe Guilizzoni ( per Giancarlo, ‘Peppino ‘ )

Il logo novarese firmato GC Mangini

Il mio primo vero contatto personale con Giancarlo Mangini avvenne il 3 agosto 1969, per la finale del Campionato Europeo di baseball che si giocava a Wiesbaden in Germania. Ai bordi del field della Base americana e durante la finale Olanda-Italia, si contavano credo non più di 5 (dico cinque) italiani, a commentare gli eventi: Beppe ed io, il giornalista Giorgio Gandolfi, Giancarlo Mangini con la moglie Liliana Caroti. Stringere la mano al grande Mangini fu per me, modesto giocatore di serie D, un’emozione autentica.
Guarda caso, dieci anni dopo, nel 1979, si ritrovarono nuovamente i suddetti; e con la coppia Gandolfi-Mangini dietro il tavolo di scorer e speaker, a commentare l’indimenticabile partita inaugurale del diamante dei nostri sogni, il Marco Provini (proprio quello che qualcuno oggi vorrebbe sacrificare), con il Novara nella massima serie! E Guilizzoni stavolta in campo.
Memorabile, come scrive Beppe, fu l’incontro di softball Italia-Olanda del settembre 1970 a Novara, con la nostra Adelia Valencich prima novarese in maglia azzurra! Lei uscì con altre da una selezione molto severa condotta dal manager Giancarlo Mangini (gigante del baseball prestato al softball) e che toccò tutte le vecchie e giovani capitali del rinato e freschissimo softball, tra cui anche Novara. Come non ricordare l’impegnativo try out diretto da Mangini al Kennedy di Milano, con le novaresi Bandi, Cavazzana, Gubitta, Lombroso e, appunto, Valencich!
Dell’opera (gratuita) del Mangini disegnatore e bozzettista legato a Novara cito almeno due lavori: il logo del biscottino, ovviamente, che sta anche sull’esterno e a custodia dello stadio, e la copertina dello storico numero unico del 1972, bozzetto poi ripreso e modificato per il libro “Figli della Lippa”.


Infine un cenno al Giancarlo memoria storica e autorevole appassionato dei nostri sport, sempre disponibile ad aprire la porta di casa e lo scrigno di nozioni e ricordi a chi gli chiedesse (è capitato anche a me) un consiglio o un’informazione in nome di questo “bistrattato”, come ultimamente lo definiva, baseball.
Come cinquant’anni fa a Wiesbaden, riconoscente ti stringo la mano, Giancarlo. E con me, ne sono certo, tutto il mondo di ieri e soprattutto quello attuale del baseball e del softball di Novara. Che magari non ti ha conosciuto ma, senza saperlo, ti deve molto.

Paolo Bossi

Gandolgi e Mangini a Novara nel 1979 all’inaugurazione del Provini.
Le nazionali di Olanda e Italia di softball schierate a Novara nel 1970

Bozzetto del numero unico 1972, con l’abbraccio di baseball e softball che caratterizza Novara.

Giancarlo nella sua casa, in una riunione di vecchi amici indetta di recente proprio per supportare i contenuti del libro rievocativo dei 50 anni del Baseball novarese.