Almanacco 2 marzo. Babe Ruth fu il nome anche di un gruppo rock.

Se vi va di acquistare il vinile usato  dell’ LP “First Base” registrato nel 1972 e siete di passaggio a Novara andate in Corso Torino al negozio “Penny Lane”, dedicato ai vinili, e fatelo vostro. Sennò cercatelo su E-bay.

La copertina richiama chiaramente il baseball e forse per questo divenne disco d’oro in Canada ed ebbe buone vendite negli Stati Uniti, ma in Gran Bretagna vendette molto poco. A merito della copertina va detto che riprende i motivi delle belle cover degli LP degli Yes di quegli anni e degli anni a seguire, e questo è un merito.

Com’è? Bello, brutto? Direi di ascoltarlo (ascolta LP)

Allora, premettiamo che gente come Pink Floyd, Deep Purple, Led Zeppelin, Uriah Heep, Crosby Stlls Nash & Young, Eagles e via dicendo in quell’anno producevano materiale di ben altro livello. Diciamo che la rivista Rolling Stones non lo metterebbe nei migliori 200 album della storia del rock e  il vostro almanacchista non lo mette nemmeno nei Top 300 album posseduti, ma tranquillamente nella Bottom 500 assieme a gente come It’s a beautiful day, Patto, Curved Air. Per dare l’idea.

Però, se oggi “va” gente come i Muse, beh questi signori che si erano denominati “Babe Ruth” erano musicisti decisamente superiori e il paradosso è che se un prodotto come questo LP dal titolo “First base”  uscisse oggi – in un contesto di diffusa mediocrità musicale – sarebbe un capolavoro.

Riascoltato oggi, al di fuori del contesto soffocante degli anni d’oro del rock,  risulta un prodotto godibile e Wells Fargo e The Mexican sono brani apprezzabili. Il resto ha buoni spunti qua e là, talora è un pò noiosetto. Ma oggi sarebbe miele che cola. E pensare che siamo un sito di baseball…….